Il racconto di un'esperienza didattica in una scuola elementare. La scoperta della bellezza del mondo e la libertà che inizia come stupore.
“... La libertà entra in azione perchè è toccata dalle creature (è toccata più o meno a seconda che la creatura gli corrisponde più o meno), seguendo come Dio gli appare ed Egli appare nel segno delle cose”.
“La creatura è un riverbero dell'infinita perfezione dell'Essere o del Mistero, anche il filo d'erba, anche il pino, l'ago dei pini...”
“Se la libertà è desiderio di felicità, sarà compiuta quando questo desiderio sarà soddisfatto”.
(L. Giussani, Si può vivere così?, Rizzoli, 1995, pagg. 72-79).
Nella mia classe di Vimercate (una seconda elementare statale a tempo pieno) c'è un bambino di nome Luca la cui famiglia possiede un appezzamento di terreno con tanto di “cascinotto”, un grande orto ben tenuto, una coltivazione di granoturco, una legnaia, un cane, diversi gatti e tanto spazio per correre e giocare. E tutto questo a pochissima distanza dalla scuola.
Dopo un lavoro preliminare che ha motivato i bambini a saper guardare con stupore , giovedì 31 ottobre, al termine della mensa scolastica, abbiamo lasciato l'edificio scolastico alle nostre spalle e in 5 minuti siamo entrati... in un altro mondo. Dalla strada trafficata siamo scivolati sul sentiero che ci portava alla nostra destinazione. Ogni bambino era munito di un taccuino e di una matita. La giornata era di uno splendore unico (quel cielo di Lombardia così bello quando è bello): si vedevano in modo chiaro le due Grigne, il Resegone e il Monte Rosa, un autentico spettacolo di forme e di colori. Mi stupì subito la voglia di ogni bambino di voler scrivere ciò che lo colpiva: ero così costretto a fermarmi per assecondarli... poi grande corsa dei prati, osservazione dell'orto, del granturco, incontro con il cane Lampo e vari gatti, giochi a squadre, pausa con bevuta (d'acqua minerale), incontro con il nonno di Luca e i suoi amici, domande, risposte, canti di fronte alle Grigne e infine ritorno in classe e sistemazione dell'esperienza attraverso la lettura degli appunti.
Scheda didattica
Obiettivi generali: Educare il bambino alla libertà vista nel suo primario aspetto di scoperta personale dell'attrattiva che i particolari della realtà esercitano sull'io. Sperimentare la corrispondenza libertà-bellezza, libertà come adesione al bello, al buono della realtà, al senso ultimo del reale che è positivo. Favorire nei bambini la scoperta di un fascino presente nei particolari della realtà , anche in quelli che non ci colpiscono subito.
Obiettivi didattici: Arricchimento lessicale: acquisizione di metafore, interiorizzazione dei verbi specifici dell'osservazione, saper esporre le osservazioni e le scoperte fatte, riordino dei dati raccolti e verbalizzazione scritta. Grammatica: nomi di cose, persone e animali incontrati; aggettivi: come sono le cose osservate. Metodo: un'esperienza insieme guidata dall'insegnante.
Lavoro preliminare (prerequisiti)
1. Marcare la differenza tra vedere e guardare, sentire ed ascoltare, attraverso mimi su situazioni normali che l'insegnante propone, invitando poi gli alunni a crearne altri. Es:
a) due amici si incontrano frettolosamente e uno ha il braccio ingessato oppure ha messo degli occhiali nuovi: l'altro non se ne accorge perchè “vede” invece di “guardare” (qui i verbi sono usati ovviamente in un'accezione negativa);
b) prendere una foglia o un sasso o altro e ripetere la stessa esperienza.
2. Far ascoltare diversi suoni e rumori presenti nella natura facendo rilevare ciò che colpisce come bellezza e stando aperti alle loro osservazioni che vanno sempre accolte e valorizzare al massimo.
3. Far disegnare la cosa e/o la persona e/o l'animale che il bambino ritiene il più bello da lui conosciuto.
4. Fare con i bambini semplici lavori ed esercitazioni sulle similitudini e sui paragoni.
5. Leggere il brano tratto dai Vangeli apocrifi sui denti bianchi per sottolineare che c'è sempre qualcosa di ultimamente positivo che deve prevalere anche in situazioni negative.
6. Leggere il libro "Storia di una foglia" e concludere che per sviluppare la libertà come bellezza, cioè per crescere, occorre rimanere nel vero contesto di appartenenza e da cui trai alimento.
7. Imparare le seguenti canzoni: “La leggenda della Grigna” , “Se sei felice” , “La canzone del cucù” e “Lui m'ha dato” .
8. Verbi adatti all'osservazione: si vede, si nota, si osserva, si intravede, si scorge, mi colpisce, guardo, mi stupisco, splende, mi attrae, mi incuriosisco, distinguo, ammiro...
L'uscita
Nel dopomensa di giovedì 31 ottobre usciamo da scuola. La giornata è bellissima. Dopo 5 minuti penetriamo nella campagna di Luca. Ogni bambino è munito di un piccolo notes e di matita, ogni volta che lo ritiene opportuno annota le cose belle che lo colpiscono.
Resoconto dell'esperienza (soprattutto dal contributo di Sara)
Abbiamo incontrato:
- un cielo “terso, azzurrissimo, splendido, dorato in certe parti, immenso, bello, chiaro, favoloso, infinito, celeste, sfumato all'orizzonte, limpidissimo”
Metafore: “un manto azzurro che copre i campi di luce, un velo trasparente celeste, una sottoveste azzurra...”
- le montagne “marroni, viola, a chiazze verde scuro, a forma di denti di sega, appuntite, rosa chiaro...”
Metafore: “Pandori spruzzati di zucchero a velo, una striscia zigzag violacea che colora un foglio azzurro...”
- i campi “macchie marroni su un vestito verde; e, dove c'è il granoturco, uno spruzzo color oro, un pasticcio color polenta; margherite coi petali bordati di viola e rose color fucsia...”
- le pannocchie “dorate, con perle di chicchi arancione, lisce, belle, con la forma di una lancia...”
- l'orto “verdissimo, pieno di verze e di certe strane insalate...”
- il cascinotto “vecchio, antico, con il berceau di kiwi, con un ripostiglio di legna accatastata...”
- quattro persone (tre uomini e una donna): “erano simpatiche, accoglienti e gentili...”
Abbiamo cantato le canzoni preparate in precedenza di fronte alle montagne e poi abbiamo giocato a staffetta, a “ce l'hai” e a slalom. Abbiamo conosciuto il cane Lampo e alcuni gatti. Abbiamo raccolto “segatura di torsolo di pannocchia”, cinque grandi pannocchie di granoturco, una decina di foglie strane, alcuni sassolini, tra cui uno poroso.
Al rientro in classe, poco prima delle ore 16, i bambini hanno accettato subito e volentieri, di lavorare insieme sull'esperienza fatta, riordinando gli appunti, per arrivare poi, in un momento successivo, alle conclusioni scaturite anche da questa riflessione presa come esempio significativo:
Davide: Quando vedi una cosa c'è il riflesso di chi l'ha fatta
Georgia: Sì, maestro, è vero. Mi dicono tutti che assomiglio moltissimo a mia mamma-
Gli altri: Io a papà... io alla zia... io alla nonna... etc...
Maestro: Ok, bambini. Un grande pittore ha dipinto questo incredibile quadro che è il mondo intero. E come nei vostri disegni c'è qualcosa di voi stessi così in ogni cosa, persona e animale c'è qualcosa di chi l'ha fatto.
Conclusioni
Ogni bambino è rimasto entusiasta e, superando le mie previsioni, ha riempito il taccuino di dati; perfino quelli con qualche difficoltà nello scrivere sono riusciti a farlo bene.
- E' bello guardare le cose della natura perchè “le gusti di più e le conosci meglio”.
C'è una bellezza “che ti colpisce facilmente” (il cielo, le montagne, i fiori...). C'è invece una bellezza che “per trovarla devi cercarla” (nei sassi, nelle foglie, nel nonno di Luca, nella segatura del torsolo, etc.). “C'è una bellezza strana in certe cose o in certe persone”.
Abbiamo concluso che:
- il bello è dentro la realtà, nelle persone incontrate, nelle cose viste, negli animali. Se si vive guardando il bello si è più liberi e contenti perchè “ci si sente meglio”, cioè si sente di più il proprio io, la propria persona;
- tutti siamo stati felici “perchè seguivamo i consigli del maestro ed eravamo uniti”, “ci siamo sentiti più amici”;
- una cosa bella la cerchiamo e ci colpisce perchè “corrisponde a ciò che siamo veramente”.
Il “compito personale” affidato ai bambini è stato quello da un lato di rappresentare con un disegno l'esperienza fatta e di raccontare a tavola ai familiari, durante la cena, l'avventura del pomeriggio. Alcuni bambini della 2° C hanno inoltre elaborato alcuni scritti, specialmente metafore e similitudini, che riportiamo qui sotto:
- Le spighe erano impolverate d'oro. I sentieri erano coperti di un mantello verde. L'edera sembrava un insieme di rane. (Luca L.)
- C'era una galleria fantastica con tanta edera profumata. La terra sembrava la sabbia che brillava. Abbiamo visto anche un riccio vero. (Lara)
- C'era una temperatura tiepida. L'erba brillava come l'oro. (Federica)
- Le foglie sembravano tante ballerine simpaticissime. Mi sembrava di essere nelle braccia di Dio. L'erba soffice in certi punti sembrava un cuscino. (Georgia)
- L'erba era dorata. Tra i ramoscelli mi sembrava di vedere Dio. (Andrea B.)
- Il Resegone era a forma di lama seghettata. Il granoturco sembrava un tappeto giallo, l'erba aveva riflessi d'oro. (Alberto)
- Mi sono stupito della pannocchia per fare la polenta. Mi è apparsa un'edera che avvolgeva le piante. Mi è piaciuta un'edera con un filo così grosso e nodoso che sembrava la corda per impiccarsi. (Luca P.)
-Il cielo sembrava un manto turchese. Il granoturco oro. Le foglie parevano ballerine. (Valentina)
- La stradina è diventata improvvisamente una galleria verde. (Luca B.)
- Ho notato dei fiori bellissimi che sembravano farfalle. (Marcello)
- Il grano brillava come il sole. Mi stupivo a guardare la Grigna. (Elisa)
- C'è che mi piacciono le foglie ma anche la terra; le foglie erano gialle, arancione e verdi. (Philomena)
- Le montagne erano bellissime; è stato divertente giocare con il cane Lampo. (Matteo)
- L'aereo nel cielo azzurro faceva dei disegni di colore bianco. (Simone)
- Nel cielo d'oro sfrecciava un aereo d'argento. (Christian)
- Mi ha stupito la campagna e il razzo nel cielo. (Mario)
- Il campo sembrava un mare verde. (Andrea N.)
Piccoli inconvenienti
Qualcuno è caduto, ma non si è fatto male seriamente.
Due bambini hanno perso il taccuino ed è stato un po' un guaio, ma... pazienza!
Ci siamo sporcati le scarpe di fango.
Nella successiva Assemblea di Classe con i genitori abbiamo posto esplicitamente ai genitori alcune domande inerenti l'esperienza fatta: “Che cosa vi hanno raccontato i vostri figli delle gita? Cosa ne pensate voi? Che sviluppo potremmo dare insieme a questa esperienza?”
da “Libertà di educazione” n. 7 – 1996-97
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